Ci sono pochi posti al mondo in cui mi sento a casa. Uno di questi è la casa del BaNzO.
La casa del BaNzO in realtà non è un luogo fisico, o meglio non è sempre lo stesso luogo fisico: i mattoni e l'indirizzo possono cambiare ma quello che ne è lo spirito rimane immutato da quando lo conosco (12 anni più o meno). Al momento in realtà è l'appartamento di sua sorella.
Sarebbe facile definirlo un porto di mare, ma sarebbe anche limitativo. Ogni stanza è diversa dalle altre, e esprime il modo di essere e la cultura della persona che ci vive al momento; le stanze comuni invece sono la sintesi degli occupanti delle stanze personali, un equilibrio mai facile ma sempre possibile e soprattutto cercato.
Ieri sera ero li, accade spesso. C'è sempre qualcuno, telefonare prima è solo una gentilezza.
Nel percorso tra dove si lascia la macchina e la porta dell'appartamento già hai sentito 4 lingue diverse.
All'interno invece trovi un microcosmo. A seconda della serata ci possono essere fotografi (sua sorella per esempio, che si fidanza sempre con tutti tranne che con me), metallari, studentesse di design, musicisti jazz, consulenti aziendali, hacker d'assalto, contesse e plebee, fancazzisti e lavoratori indefessi, giovani e meno giovani (diciamo dai 18 ai 36, ok?).
Per molti, è una vita di tipo transitorio; per altri, uno stile di vita ben preciso.
Ci sono pochi posti al mondo in cui mi sento a casa. Uno di questi è la casa del BaNzO.
Quando ci penso, non riesco a capire perchè mai la gente si rincoglionisca con finte storie di vita davanti ad un televisore (Friends & c). Invece di starla a guardare, venite a viverla questa benedetta vita. Venite a casa del BaNzO.
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